Svincolo per inattività: come funziona la richiesta
È una delle situazioni più delicate del calcio dilettantistico, e una delle meno spiegate alle famiglie. Una ragazza è tesserata per una società, non gioca — mai, o quasi — e vorrebbe andare altrove. La società non la lascia andare, oppure non risponde. Il vincolo di tesseramento non è un contratto di lavoro e non si scioglie con una lettera di dimissioni: esiste però una via, prevista dai regolamenti federali, che si chiama svincolo per inattività.
Due avvertenze prima di entrare nel merito, e sono la parte più importante di questa pagina. La prima: i termini di presentazione, i moduli e le modalità di invio cambiano di stagione in stagione e sono pubblicati nei comunicati ufficiali del Comitato di competenza; qui non trovate date perché una data sbagliata, su questo argomento, fa perdere il diritto. La seconda: le condizioni non sono identiche per tutte le categorie e per tutte le fasce d'età. Prima di muoversi, il documento da avere sul tavolo è il comunicato ufficiale della propria stagione, non il ricordo di come andò due anni fa a un'altra ragazza.
Che cosa significa inattività, in concreto
L'idea alla base è semplice e ragionevole: il vincolo serve a tutelare il lavoro di una società che ha investito su un'atleta, non a tenere ferma una persona che quella società non utilizza. Se la calciatrice non viene impiegata in gare ufficiali per un periodo rilevante, il vincolo perde la sua ragione.
In pratica l'inattività si misura su quello che risulta dai documenti ufficiali: le gare ufficiali in cui la calciatrice è stata impiegata, non le presenze agli allenamenti né le convocazioni. È un punto che le famiglie fanno fatica ad accettare, e capovolge l'intuizione: una ragazza che si allena tre volte a settimana, viene convocata ogni domenica e resta sempre in panchina può risultare inattiva ai fini della norma, mentre pochi minuti in una gara ufficiale cambiano il quadro.
Esistono inoltre circostanze che interrompono o non fanno decorrere l'inattività — tipicamente l'indisponibilità dell'atleta per infortunio o malattia documentata, o una squalifica. Anche qui, come si combinano queste situazioni lo stabilisce la norma, e il Comitato risponde a chi chiede.
Il percorso e i ruoli
Il procedimento, nella sua struttura, somiglia a questo:
- la calciatrice (o, se minorenne, chi esercita la responsabilità genitoriale) presenta la richiesta al Comitato competente, nei termini e con il modulo pubblicati per quella stagione
- della richiesta va data notizia anche alla società, nelle forme previste: è il passaggio che le famiglie dimenticano più spesso, e la sua mancanza è il motivo tecnico più comune di rigetto
- la società ha la possibilità di opporsi, dimostrando documentalmente che la calciatrice è stata impiegata o che ricorre una delle circostanze che escludono l'inattività
- il Comitato decide sulla base dei documenti: non entra nel merito dei rapporti personali, delle promesse fatte o del clima nello spogliatoio
- la decisione è comunicata e, come ogni provvedimento, può essere oggetto dei rimedi previsti dall'ordinamento sportivo
Due cose che il procedimento non è. Non è una valutazione di chi ha ragione: l'allenatore può aver trattato male l'atleta e la richiesta essere comunque respinta, perché i presupposti sono formali. E non è uno strumento rapido: va avviato nella finestra giusta, e chi se ne accorge a stagione in corso spesso deve aspettare.
C'è poi una strada che tutti dimenticano perché sembra troppo semplice: chiedere alla società il consenso allo svincolo. Molte società, messe davanti a una ragazza che non impiegano e che vuole giocare, firmano senza problemi — e si chiude in pochi giorni quello che per via contenziosa richiede mesi. Conviene provare questa via per prima, per iscritto e con un tono che non chiuda le porte, perché nel calcio di provincia si ritrovano tutti.
Il consiglio pratico, per le famiglie e per le società
Alle famiglie: tenete traccia, durante la stagione, di quello che poi servirà. Le date delle gare, i minuti giocati, le comunicazioni ricevute. Quando a marzo serve ricostruire se una ragazza è stata impiegata, i comunicati ufficiali ci sono ma trovarli tutti all'ultimo momento è un lavoro. E informatevi prima di firmare un nuovo tesseramento con un'altra società: un doppio tesseramento è un problema che ricade sulla ragazza.
Alle società: una calciatrice che non viene impiegata per mezza stagione è un problema prima che diventi una pratica. Parlarne a dicembre — dicendo con chiarezza quale spazio esiste e quale no — risolve quasi tutti i casi, perché la maggior parte delle richieste di svincolo nasce dal silenzio, non dal minutaggio. Trattenere una ragazza che non gioca, nel calcio femminile dilettantistico, non porta nessun vantaggio sportivo e porta una reputazione che gira in fretta tra le famiglie del territorio.
Le domande sul tesseramento che tornano ogni agosto le abbiamo raccolte in Tesseramento: domande ricorrenti.
Fonti: Comunicati ufficiali del Comitato Regionale Lombardia, LND · Regolamenti federali FIGC in materia di tesseramento