Tesseramento calciatrici: le domande di ogni stagione
Ogni agosto, in ogni segreteria di società dilettantistica, si ripetono le stesse cinque domande. Le risposte esistono, sono pubbliche, e stanno in documenti che nessuno legge volentieri: i comunicati ufficiali del Comitato e le disposizioni federali sul tesseramento, pubblicati all'inizio di ogni stagione sportiva.
Questa pagina spiega la struttura di ciascuna risposta — chi decide, da cosa dipende, dove si verifica — e non contiene date né importi. Non è prudenza eccessiva: scadenze, moduli e quote cambiano ogni anno, e una pagina web con un numero sbagliato è il modo più efficace di far perdere un tesseramento a qualcuno.
«Cosa serve per tesserare mia figlia?»
Gli elementi ricorrenti sono quattro: il modulo federale di tesseramento compilato e firmato, il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale per le minorenni, un documento di identità, e la certificazione medica per l'attività sportiva nella forma richiesta per quella categoria. A questi si aggiunge quanto la singola società chiede per i propri adempimenti.
La parte che genera più ritardi è la certificazione medica: il tipo di certificato dipende dall'attività e dall'età, ha una scadenza, e va rinnovato. Una società serissima non fa scendere in campo chi non ha il certificato valido, nemmeno in allenamento, e non è burocrazia: è la copertura di tutti, atleta compresa.
La firma del modulo è l'altra fonte di confusione. Per una minorenne firma chi ne ha la responsabilità genitoriale, e in caso di genitori separati vale quanto previsto dall'ordinamento civile sulle decisioni relative al minore. Le società che hanno avuto problemi su questo punto, e sono molte, oggi chiedono la firma di entrambi.
«Quanto dura il vincolo? E se cambia idea a dicembre?»
Il vincolo non coincide con l'anno scolastico né con il «fino a quando mi va». Ha una durata stabilita dai regolamenti federali, che dipende dall'età dell'atleta e dalla categoria: per le fasce più giovani il quadro è diverso da quello delle atlete maggiorenni, e in diversi casi il tesseramento è annuale e si rinnova.
Le vie per cambiare società durante o alla fine della stagione sono anch'esse disciplinate: l'accordo tra le società nelle finestre previste, il consenso della società allo svincolo, le ipotesi di svincolo previste dai regolamenti. La più usata, e la più fraintesa, è lo svincolo per inattività: ne scriviamo in Svincolo per inattività. Il punto da ricordare in segreteria è che tutte queste strade hanno finestre temporali, e fuori dalla finestra non esistono.
«Si può essere tesserate per due squadre?» e «quanto costa?»
Sulla prima: la regola generale è che non si è tesserate contemporaneamente per due società per la stessa attività, e un doppio tesseramento è un problema che ricade sulla calciatrice e sulle società. Esistono invece situazioni specifiche previste dai regolamenti — prestiti, autorizzazioni per attività diverse, casi particolari del settore giovanile — che non sono eccezioni da interpretare ma procedure con un loro modulo. La domanda giusta da fare al Comitato è: «per questa categoria e questa età, è prevista questa possibilità e con quale atto?».
Sulla seconda, il costo, bisogna distinguere tre cose che le famiglie confondono sempre:
- i diritti federali collegati al tesseramento e all'iscrizione ai campionati, che la società versa e che sono pubblicati nei comunicati ufficiali
- la quota sociale chiesta dalla società per la stagione, che copre allenatori, materiale, campo, trasferte, assicurazioni: la decide la società e varia molto da realtà a realtà
- le spese personali: abbigliamento, scarpe, viaggi, visite mediche se non coperte
Una società trasparente mette per iscritto cosa comprende la quota, in quante rate si versa e cosa non comprende. Una famiglia che chiede questo prospetto a settembre evita malintesi a febbraio.
«Da quando può giocare?» — e le due regole che valgono per tutto
La data da cui una calciatrice è utilizzabile in gara ufficiale non è la data in cui la famiglia ha consegnato i fogli in segreteria: è la data in cui il tesseramento risulta perfezionato secondo le procedure federali. Tra le due cose possono passare giorni. Schierare chi non è ancora regolarmente tesserata è l'errore che costa partite già vinte — la catena dei controlli prima del fischio è in Distinta elettronica.
Chiudiamo con le due regole che risolvono, in pratica, tutte e cinque le domande.
La prima: si fa tutto a maggio e giugno, non a settembre. Certificati medici, documenti, decisione sulla squadra. Le code di agosto nei centri di medicina sportiva e le finestre di tesseramento che si chiudono fanno più danni di qualunque regolamento.
La seconda: l'unica fonte è il comunicato ufficiale della stagione in corso, e la segreteria della società ce l'ha. La risposta di un genitore esperto, un post in una chat o un articolo trovato in rete — compreso questo — servono a capire la domanda; la risposta che vale è quella del Comitato, e chiederla per iscritto costa una e-mail e vale per tutta la stagione.
Fonti: Comunicati ufficiali del Comitato Regionale Lombardia, LND · Settore Giovanile e Scolastico FIGC