Classifica avulsa: come si calcola e a cosa serve
È il termine che a maggio compare in ogni discussione da bar e che quasi nessuno sa spiegare fino in fondo. «Classifica avulsa» suona come una formula arcana; è invece una procedura semplice, e capirla una volta serve per tutte le stagioni successive — in campionato, nei gironi di coppa, nei playoff.
Una precisazione prima di tutto, perché è la cosa che conta davvero: l'ordine dei criteri non è universale. Cambia da competizione a competizione e può cambiare da una stagione all'altra, e vale quello scritto nel regolamento della manifestazione pubblicato per quell'anno, nei comunicati ufficiali del Comitato o della Divisione che organizza il campionato. Qui spieghiamo il meccanismo; il numero d'ordine dei criteri va letto lì, e nessuna classifica su un sito di statistiche può sostituire quel documento.
Che cos'è, in una frase
La classifica avulsa è una classifica ridotta, costruita considerando soltanto le partite giocate tra le squadre a pari punti. Tutto il resto del campionato viene temporaneamente ignorato: i punti fatti contro le altre, i gol segnati nelle altre partite, la posizione in classifica generale. Si guarda il girone fittizio composto solo dagli scontri diretti tra le squadre coinvolte, e all'interno di quel girone si applicano i criteri previsti nell'ordine previsto.
La logica è intuitiva: se due squadre hanno raccolto gli stessi punti in tutto il campionato, l'informazione più pertinente per distinguerle è come è andata quando si sono affrontate.
Con due squadre a pari punti il ragionamento è immediato. Con tre o più diventa una tabellina da compilare, e il rischio di errore è alto perché bisogna tenere separati i gol fatti dentro il mini-girone da tutti gli altri.
Un esempio a tre squadre, svolto
Supponiamo che a fine stagione tre squadre — chiamiamole A, B e C — chiudano appaiate, e che il regolamento di quella competizione preveda, in caso di parità, la classifica avulsa con punti, poi differenza reti e poi reti segnate negli scontri diretti.
Si prendono solo le sei partite tra A, B e C, cioè andata e ritorno di ciascun accoppiamento. Supponiamo questi risultati: A-B 2-1, B-A 1-1, A-C 0-2, C-A 1-1, B-C 1-0, C-B 2-2.
Si contano i punti del solo mini-girone. A: vittoria con B, due pareggi, sconfitta con C — cinque punti. B: vittoria con C, due pareggi, sconfitta con A — cinque punti. C: vittoria con A, due pareggi, sconfitta con B — cinque punti. Primo criterio esaurito senza risultato.
Si passa alla differenza reti nei soli scontri diretti. A ha segnato 2+1+0+1 = 4 reti e subite 1+1+2+1 = 5: differenza −1. B ha segnato 1+1+1+2 = 5 e subite 2+1+0+2 = 5: differenza 0. C ha segnato 2+1+0+2 = 5 e subite 0+1+1+2 = 4: differenza +1. L'ordine è C, B, A — e si ferma qui, perché il criterio ha separato tutte e tre.
Due osservazioni che evitano la maggior parte degli errori. La prima: se la differenza reti avesse separato solo una squadra dalle altre due, quella si collocherebbe nella sua posizione e per le restanti si ricomincerebbe dal primo criterio, con il mini-girone ricalcolato tra le due sole rimaste. La seconda: nel calcolo entrano solo le reti di quelle partite. È l'errore più comune nei commenti di maggio — si prende la differenza reti generale, e il risultato cambia.
Quando la avulsa non si applica, e cosa succede dopo
Non tutte le situazioni si risolvono con la mini-classifica. In diverse competizioni, quando la parità riguarda il primo posto o una posizione che dà accesso a una promozione, a un playoff o alla salvezza, il regolamento può prevedere invece una gara di spareggio. In altri casi i criteri successivi alla avulsa sono previsti in sequenza: differenza reti generale, reti segnate nell'intero campionato, e in ultima istanza un sorteggio. Esistono poi casi in cui alcune voci di classifica — per esempio penalizzazioni comminate dalla giustizia sportiva — entrano nel conteggio in modo che solo il regolamento chiarisce.
Da qui il consiglio pratico per dirigenti e appassionati. Scaricare il regolamento della competizione a inizio stagione, non a maggio: è il momento in cui lo si legge con calma e senza interesse di parte. Segnarsi l'ordine esatto dei criteri per il proprio campionato. E, quando una situazione di parità si profila, verificare l'ipotesi sui comunicati ufficiali, che sono anche il posto dove compaiono le eventuali penalizzazioni e i risultati omologati — il dato che fa fede, e non quello che appare sui portali. Sul rapporto tra numeri e realtà di una partita, che è un'altra questione, abbiamo scritto Leggere una partita con i dati. Dove si leggono quei documenti e come funziona il percorso dei reclami lo abbiamo riassunto in Referto e reclamo.
Fonti: Comunicati ufficiali del Comitato Regionale Lombardia, LND · Regolamenti di competizione pubblicati dalla FIGC