Trasferte in provincia: la logistica che nessuno scrive
Organizzare una trasferta sembra facile fino alla prima volta che la si organizza. Poi si scopre che il campo non è nel paese indicato dal calendario ma in una frazione a sei chilometri, che tre ragazze dipendono da genitori che lavorano il sabato, che il parcheggio è pieno per il mercato, e che alle undici di sera una tredicenne non ha ancora cenato. Nessuna di queste cose è imprevedibile: sono tutte prevedibili, e la differenza tra una trasferta ordinata e una disastrosa è mezz'ora di lavoro il mercoledì.
Gli orari si calcolano a ritroso
L'errore iniziale è sempre lo stesso: si parte dall'ora di partenza. Si parte invece dall'ora del fischio d'inizio e si va indietro.
Dal fischio si sottrae il tempo di riscaldamento sul campo, che è quello che è: nei campi di provincia lo spazio può essere occupato dalla partita precedente, e la struttura compressa va decisa prima — l'abbiamo descritta in Riscaldamento in 20 minuti. Prima del riscaldamento serve il tempo per spogliatoio, cambio e consegna della distinta all'arbitro. Prima ancora il tempo per trovare l'impianto, che non è il tempo di percorrenza: è il tempo di percorrenza più il parcheggio più il cercare l'ingresso giusto, e nei paesi vale il doppio della stima.
Risalendo si ottiene l'ora di convocazione. A quell'ora si aggiunge un margine fisso — venti o trenta minuti — che esiste per i ritardi, non per arrivare presto: nel calcio giovanile qualcuno arriva tardi sempre, ed è più economico prevederlo che reagirvi.
Due controlli da fare il mercoledì e non il sabato sera: verificare l'indirizzo esatto dell'impianto, non il nome del paese, perché i campi hanno sedi staccate e i navigatori portano al municipio; e verificare l'orario sul comunicato ufficiale della settimana, perché gli anticipi e i posticipi si pubblicano lì e non arrivano per telefono.
Documenti, cibo, cose che restano a casa
La lista che segue è ricavata da quello che effettivamente manca, non da un manuale.
- la documentazione di identificazione delle calciatrici nei modi previsti, e la distinta nel formato richiesto: chi la porta è una persona sola, designata, non «il primo che arriva»
- la cassetta di primo soccorso della squadra, ghiaccio, e i recapiti dei genitori di ogni minorenne in una forma consultabile da chi accompagna
- i moduli e le autorizzazioni per il trasporto dei minori che la società adotta, firmati: si raccolgono una volta per la stagione, non trasferta per trasferta
- maglie di riserva o un set di colore diverso, perché la combinazione di colori si scopre sul posto
- palloni gonfiati, pompa, parastinchi di riserva, nastro: il materiale che manca sempre è sempre lo stesso
- qualcosa da mangiare dopo la partita, portato da casa: nei campi di provincia il bar la domenica può essere chiuso, e il rientro è lungo
Sul cibo vale un'avvertenza che gli accompagnatori imparano a loro spese. Il pasto prima della partita si fa con largo anticipo e con cose già collaudate; la trasferta non è il giorno per provare alimenti nuovi. E le ragazze con intolleranze o esigenze particolari si conoscono a inizio stagione, non si scoprono all'autogrill.
Il rientro è la parte che si sottovaluta
Nel calcio giovanile il viaggio di ritorno decide la settimana successiva più della partita. Se si rientra tardi, la notte è corta, e la notte corta arriva prima di una mattina di scuola: su questo il margine non è elastico, e ne scriviamo in Scuola e allenamenti.
Tre decisioni che si prendono prima di partire: dove e quando si mangia qualcosa al ritorno, chi riporta chi — con l'accordo esplicito dei genitori, non con un'ipotesi — e dove avviene il punto di arrivo finale, con l'avviso alle famiglie dell'orario stimato. Un messaggio nel gruppo alla partenza del rientro è la cosa più apprezzata di tutta la giornata, e costa dieci secondi.
Il ritorno è anche il momento in cui la giornata si fissa nella memoria delle ragazze, e il clima dentro l'auto o il pullman lo decidono gli adulti presenti. Il principio è lo stesso del bordo campo: nessuna analisi tecnica, nessuna graduatoria di responsabilità per la sconfitta, nessun commento sulle compagne. Lo abbiamo trattato in Genitori a bordo campo.
Due pratiche che una società può istituzionalizzare in una riunione: un foglio di trasferta sempre uguale, con convocazione, indirizzo esatto, orari, chi guida, chi porta i documenti, chi porta il materiale — compilato il mercoledì e mandato nel gruppo; e la designazione, per ogni squadra giovanile, di una persona responsabile della logistica, diversa dall'allenatore. L'allenatore che il sabato sera organizza i passaggi in auto è un allenatore che la domenica pensa ai passaggi in auto. Nella mappa dei ruoli — Chi fa cosa in società — è uno dei posti che rendono di più e che restano vuoti più spesso.